Mobilità e sicurezza fuori casa per una persona anziana

Mobilità e sicurezza fuori casa per una persona anziana
Poche e semplici regole utili per una mobilità in tutta sicurezza. Cosa prevedono i regolamenti?

La mobilità rappresenta uno dei diritti fondamentali della persona ed è una condizione necessaria per assicurare agli individui, soprattutto a coloro che sono in una condizione di disabilità fisica temporanea o permanente, la libertà di vivere in piena autonomia (Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità).

Regole per una mobilità accessibile e in sicurezza

Il benessere e la qualità della condizione dell'anziano sono importanti dal punto di vista psicologico e relazionale, la possibilità di mantenere vivi nel tempo rapporti ed attività, come visitare i parenti o andare a messa, consentono di evitare la solitudine. La vita dell'anziano, quando le condizioni di salute lo consentono, può essere orientata all'esterno, fuori dalla propria casa. La relazione rappresenta infatti un elemento fondamentale della vita affettiva dell'anziano e il suo principale fattore di sicurezza, in quanto possibile sostegno in caso di bisogno. È importante esercitare il cammino, ripetere il movimento di alzarsi e sedersi, sono sufficienti pochi passi ma ripetuti più volte al giorno. Per l'anziano mantenere l'autonomia residua è fondamentale per la gestione degli spostamenti a domicilio (letto, salotto, cucina, bagno) ma anche all'esterno. Quando è possibile bisogna incentivare l'anziano anche a camminare fuori casa e a fare le scale come semplice esercizio.

Diventa fondamentale favorire la possibilità di mobilità degli anziani in quanto presupposto di socializzazione e conduzione di una vita soddisfacente.

I veicoli accessibili sono la base per restituire alle persone con disabilità o problemi motori, e alle loro famiglie, la libertà di muoversi in totale autonomia e sicurezza superando le barriere e gli ostacoli all'accessibilità che presentano i veicoli standard. Molto spesso quando si parla di trasporto sia pubblico che privato di persone con disabilità, viene dato principale risalto a soluzioni di caricamento della carrozzina, mentre l'aspetto più importante, anche dal punto di vista legale, è il sistema di ancoraggio della carrozzina e della persona.
Su tutte le auto commercializzate in Europa, i sedili su cui viaggiano i passeggeri sono stati testati per resistere alle forti sollecitazioni generate in caso di incidente. Lo stesso vale per la cintura di sicurezza del passeggero. Perciò tutto quello che un passeggero normodotato deve fare è indossare la cintura di sicurezza: un'operazione molto semplice e rapida che offre grande protezione a fronte di un piccolissimo sforzo.
Quando una persona con disabilità viaggia in auto seduta sulla carrozzina la situazione è diversa in quanto la carrozzina stessa deve assolvere al compito del sedile, con la differenza che essa non è saldamente ancorata al pavimento del veicolo. Sono stati condotti molti crash test per sviluppare un sistema di ancoraggio della carrozzina efficace ed universale. Questi hanno portato alla creazione della norma ISO 10542, sulla quale è basata la Direttiva Europea 2007/467/CE.

La direttiva stabilisce che un veicolo della categoria M1, ovvero fino a 8 posti a sedere più conducente, adibito al trasporto delle persone con disabilità, deve garantire al passeggero in carrozzina gli standard di sicurezza di una vettura standard. La soluzione di ancoraggi più sicura rispetta le due seguenti regole:

  • La carrozzina deve essere ancorata a pavimento con un sistema a quattro punti. L'ancoraggio posteriore non deve mai essere incrociato, in caso di incidente questa geometria può causare un collasso della struttura della carrozzina
  • Il passeggero deve essere assicurato con una cintura che garantisca l'aderenza dello stesso alla carrozzina

Sistemi di ritenuta inadeguati, come l'utilizzo della sola cintura ventrale o diagonale, non correttamente posizionati o del tutto assenti non sono accettabili. In caso di incidente le conseguenze sarebbero drammatiche.